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STORIA DI UN ANTICO AUTOPIANO

L’autopiano era un pianoforte meccanico, capace di suonare automaticamente grazie a meccanismi interni molto complessi, molto in voga tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento,  rimanendo un elemento essenziale per l’intrattenimento fino agli anni Venti, quando prese l’avvento prima il fonografo, il grammofono e poi la radio. Veniva azionato inserendo una moneta nell’apposita fessura e.. iniziava la musica! Si potevano sentire un po’ tutti i generi musicali conosciuti dal valzer alla polka, dalla mazurka al foxtrot. Si può quasi definire l’antenato del Jukebox. Questi apparecchi si trovavano spesso all’interno delle osterie o in locali di intrattenimento e venivano azionati anche nelle sale cinematografiche nel periodo del cinema muto e poi durante gli intervalli.

 esemplare di autopiano firmato E. L. VARESE

Ma come funzionavano gli autopiani?

All’interno vi era un meccanismo molto complesso in cui veniva fatta scorrere una bobina di carta traforata tra rulli di metallo. Venivano azionati manualmente dall’esterno tramite dei pedali e delle levette in modo da poter controllare “la velocità di scorrimento dei rulli (e quindi l’agogica) e i livelli di sonorità (la dinamica, dal forte al piano)” da parte dell'autopianista. I buchi sulla carta traforata corrispondevano alle note del brano da riprodurre. (fonte ilgiornaledellamusica.it)

Luigi Varese, il fondatore dell'attività, all'inizio del Novecento, produceva e vendeva pianoforti e autopiani proprio come l'esemplare che vi stiamo mostrando nelle foto. 

 

dettagli: manovella e maniglia.

 

targhetta con il logo della ditta "Luigi Varese" e alcuni consigli per la manutenzione dell'autopiano. 

 

All'interno del disco protetto dal vetro vi era l'elenco delle canzoni che venivano suonate dall'autopiano.

AUTOPIANO
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